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Limite 5000,00 euro pagamenti in contanti
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Contanti e assegni: soglia di euro 5.000,00 per i pagamenti.

 

L’articolo 20 del DL 78/2010 introduce, con decorrenza immediata, cioè dal 31 maggio 2010, novità di estremo rilevo in tema di trasferibilità di denaro contante e di emissione di assegni bancari e postali. Viene infatti previsto, fra l’altro, che:
            - le transazioni in contanti in unica soluzione senza il tramite di banche sono inibiti per importi pari o superiori a 5.000 euro; questo vale anche per i libretti di deposito bancario o postale e titoli al portatore.
            - gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario nonché la clausola di intrasferibilità.

-          possesso di libretti al portatore con saldo superiore a euro 5.000,00

Tale diposizione è applicabile anche nei pagamenti di fatture e rate contrattuali in contanti, sui finanziamenti e sulle distribuzioni di utili fra soci e società e sui finanziamenti fra soci e società.

Diventa sospetto il ricorso frequente a operazioni in contanti anche se di importo inferiore ad euro 5.000,00.

Sussiste l’obbligo per gli intermediari (commercialista, cons. del lavoro, avvocati, ecc.) di SEGNALAZIONE ai fini ANTIRICICLAGGIO di tutte le operazioni eseguite superiori a tale soglia!

L’aspetto più eclatante della riforma appare il nuovo impianto sanzionatorio, che determinerà conseguenze devastanti su chi non rispetterà le nuove norme.

Per ogni infrazione attinente contanti ed assegni, quindi, la sanzione amministrativa minima è pari a 3.000 euro (l’1% della transazione, importo minimo contemplato dal comma 1 dell’art. 58 sarà quindi d’ora innanzi del tutto inapplicabile nella pratica); inoltre, nel caso di infrazioni (sia in merito a transazioni in contanti che per irregolarità sugli assegni) con importi superiori a 50.000 euro, la sanzione minima sarà pari a 15.000 euro (ossia quintuplicata).

La situazione peggiora per i professionisti destinatari delle disposizioni antiriciclaggio. Per essi, infatti, l’oblazione non è ammissibile, e la mancata segnalazione di una fattura di 6.000 euro, pagata in contanti e registrata in contabilità ordinaria, sulla base delle vecchie regole avrebbe determinato il rischio di una sanzione minima di 180 euro, tale minimo è ora di 3.000 euro. L’aumento è in tal caso di oltre 15 volte.

Si invitano pertanto si Sigg.ri Clienti a prestare MASSIMA attenzione a tali nuove disposizioni in vigore dal 31 maggio 2010.

 

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